Ci hanno lasciato

Anniversari di ordinazione sacerdotale.

Sono anni che il Signore ha donato alla chiesa e ai fedeli dei sacerdote amorevoli, al servizio di Dio e del prossimo. Grazie per l’enorme contributo che, con la Vostra presenza, date a tutti noi fedeli!

Il 25 Novembre alle ore 10.30, nella chiesa Arcipretale Santa Maria Assunta di Pieve, festeggeremo assieme ai nostri sacerdoti il loro anniversario di ordinazione sacerdotale.

DOMENICA 25 NOVEMBRE
ore 10.30
ARCIPRETALE di FIERA
55 anni – don Giulio Trettel
45 anni – don Silvio Pradel
40 anni – don Giampietro Brunet
30 anni – don Giuseppe Da Pra

È stato invitato anche don Erminio Vanzetta
che festeggia 60 anni di ordinazione sacerdotale

Vescovo Lauro Tisi in Primiero

“Dobbiamo essere consapevoli che anche la chiesa è immersa in un mutamento sociale, culturale e religioso che la scuote alle fondamenta.
Non è più tempo di una pastorale di mantenimento, dobbiamo guardare avanti ed oltre, senza perdere di vista le nostre radici.
Sogno comunità di persone, non importa quante, che provino semplicemente a vivere il Vangelo, senza distinzioni obsolete tra preti e laici, ma in un unico slancio di comunità credente, riunita attorno alla parola di Gesù di Nazareth.”
Arcivescovo Lauro Tisi

Il giorno 23 Ottobre alle ore 20.15 in oratorio a Pieve ci siamo incontrati con il nostro arcivescovo Lauro.

Presentazione della Comunità
Padre Vescovo, ci permetta, caro don Lauro di rivolgerci a Lei con questo nome.
Siamo felici, di averla ancora una volta in mezzo a noi e di poterla accogliere nella nostra comunità/famiglia.
In questo periodo di cambiamenti che si succedono con grande rapidità, come Cristiani siamo scossi dal tremito dell’inadeguatezza, del timore, spesso anche della disillusione e dell’indifferenza.
Ci è più facile lasciarci cadere e attendere inermi, piuttosto che notare la luce che traspare in mezzo alle nubi della tempesta.
Noi però vogliamo affidarci al cuore del Signore da cui attingiamo forza, consolazione, calore. Sentiamo forte il desiderio di costruire sempre più relazioni autentiche e belle non solo fatte di iniziative comuni, ma di un sostegno reciproco che ci aiuta a camminare insieme, facendo in modo che le peculiarità che ognuno porta in dono diventino “dote” per gli altri. Sogniamo un tempo in cui una comunità può far conto sull’altra e l’aver bisogno non è vergogna ma un’opportunità.
Cerchiamo di sostenere le famiglie, non gravandole con altri pesi, ma cercando di comprendere le loro fatiche, le lacrime e le gioie. Insomma, un’alleanza per il bene comune.
In questi anni, pur con le nostre fragilità, con molta fatica abbiamo cercato di rivolgere lo sguardo verso la luce, abbiamo voluto mettere al centro il Vangelo e provare a diventare dei cristiani credibili.
Abbiamo iniziato un viaggio, consapevoli che non bastano gambe e buona volontà, ci vuole un itinerario, una meta. Abbiamo fatto soste lungo il cammino: incontrando i bambini della catechesi, cercando di avvicinarci all’altro, ascoltando i giovani partendo dall’oratorio come momento di incontro, consolando gli anziani, accogliendo con spirito aperto i tanti ospiti che visitano il nostro territorio e che oltre a ristorarsi in un ambiente straordinario chiedono spesso di ritemprare lo spirito, proponendo anche a loro momenti di crescita.
Stiamo cercando di aprirci agli altri, di incontrarli di confrontarci su temi cari a tutti : l’esperimento sulla Laudato Si, ci conforta in questo senso. Desideriamo essere Cristiani che fanno Comunità muovendoci per primi verso i fratelli con gesti e parole che mettono l’altro al centro del nostro quotidiano, a partire dalle nostre famiglie.

Noi sappiamo bene, caro don Lauro, che conosce molto bene la nostra realtà, anche per le molteplici volte che ha voluto essere fra noi. Un territorio dove due parroci, se pur con il supporto di altri sacerdoti, fra cui i Salesiani, si devono dividere fra 12 parrocchie. Ma noi ne abbiamo consapevolezza?
Un territorio economicamente fragile, parte a vocazione turistica (attualmente settore che sta attraversando un momento di difficoltà) e in parte a vocazione “abbandono” … che paga la disgregazione e l’incapacità di coesione, di un obiettivo / progetto comune, anche se mediato.
Un territorio con una popolazione di poco inferiore a10.000 mila abitanti di cui il 17 % con più di 70 anni (1.682) e il 27 % sotto ai 25 anni (2661), con la presenza di quasi 4.500 famiglie, molte composte da una sola persona.
Ma sempre una comunità in cammino, pensiamo a quanta strada abbiamo fatto in questi anni, solo alcuni spunti per non dimenticare:
Con don Venanzio si sono intrapresi nuovi percorsi per trovare forme più coinvolgenti per percorsi di catechesi familiare… con l’aiuto della pastorale familiare diocesana, corsi di formazione per una pastorale familiare capace di far vivere il Vangelo nella quotidianità.
Con don Ferruccio, don Ducio e don Costantino un percorso triennale di formazione con laboratori per animare concretamente le nostre comunità e cogliere il volto di Cristo nel nostro prossimo cioè in chi ci sta accanto e abita con noi e nelle nostre comunità o in chi incontriamo sul lavoro o in tante occasioni.
E questi solo alcuni spunti per non raccontare l’attività del gruppo missionario, del Gruppo Caritas, eccetera…
Ma spesso queste opportunità, dopo uno slancio iniziale, si arrenano in fretta, dobbiamo chiederci il perché.
Ora con don Nicola e don Giuseppe il cammino continua, con la fatica di decifrare questo tempo, il nostro tempo, complesso, frenetico, individualista, ma con la speranza che la luce del Vangelo illuminerà la strada.
Cosa stiamo facendo, ricerchiamo la centralità nel Consiglio Pastorale decanale proponendo, come auspicato da lei don Lauro, una formazione sulla Parola, prendendo spunto dall’Enciclica Laudato Si, un percorso per ricercare proposte concrete per un cambiamento degli stili di vita, coinvolgendo la massiccia presenza di gruppi di volontariato, continuando i percorsi di catechesi, di coinvolgimento del mondo giovanile. A tal proposito si vuole sottolineare il percorso fatto., una condivisione durata quasi un anno, per creare un circolo “Noi Primiero e Vanoi”, con l’impegno che diventi scuola di vita coerente con lo spirito Evangelico.
La ricerca di metodi e modi nuovi nel gestire le risorse economiche parrocchiali, che devono essere a servizio dell’attività pastorale, dove la solidarietà dovrebbe essere di casa.
Ma quanta energia, motivazione, coraggio ci sono necessari.
Oggi le chiediamo di aiutarci e guidarci su questo cammino. Il nuovo assetto della Diocesi Trentina può darci l’opportunità di sentire la vicinanza delle altre parrocchie, di condividere dei percorsi, che su sentieri diversi, mirano alla luce del Vangelo. Noi però dobbiamo trovare il coraggio di guardare con fiducia al futuro, di prendere per mano le nuove generazioni e dimostrare loro che il Signore opera le sue meraviglie soprattutto quando a noi sembra calata la notte. Don Lauro ci affidiamo a Lei nostro Pastore, affinchè ci aiuti a risvegliare in noi la forza della fede.

L’Arcivescovo Lauro Tisi, cosi ci ha risposto:  

Con il carisma e la carica positiva che lo contraddistingue, il Vescovo ci ha raccomandato di non sentirci ai margini della diocesi, non abbatterci per la collocazione geografica: questa è la percezione che abbiamo noi.
Dall’esterno non è così: anzi nella nostra vallata c’è vitalità (basti pensare all’Enciclica o al sistema pensato per gestire le risorse economiche parrocchiali del Vanoi entrambi presi da esempio da altre comunità della
diocesi). Quindi c’è ricchezza così come vediamo la ricchezza nel patrimonio paesaggistico, così dobbiamo vederla nelle nostre comunità, riconoscendo ciò che comunità si impegna a fare, suggerire e sperimentare.
La grande sfida che siamo chiamati a raccogliere è quella di generare la fede: dobbiamo chiederci se fra vent’anni vogliamo consegnare le chiavi di unmuseo o le chiavi di una sala parto?

C’è bisogno di osare: osare il cambiamento!

Il cambiamento oggi necessario deve farci trasformare da una Chiesa “organizzazione” in una Chiesa “umana e viva” che si alimenta con la parola di Gesù di Nazareth
Dice don Lauro, prendo spunto dalle parole di Antoine de Saint-Exupéry: “Se vuoi costruire una barca, non radunare uomini per tagliare legna, dividere i compiti e impartire ordini, ma insegna loro la nostalgia per il mare vasto e infinito”.
Ecco il Decanato non c’è più (ma ogni territorio se lo ritiene, può organizzarsi autonomamente) ma le Zone Pastorali (che non sono un sostituto del Decanato) sono nate, pensate e immaginate per far decollare e far ritornare la gioia del Vangelo.
Questo è il grande bisogno di oggi, risvegliare la  nostalgia della parola di Gesù.
Per le questioni organizzative rimangono “i decanati” che da ora chiamiamo COMUNITA’ PRIMIERO E VANOI dove – in prospettiva non tanto lontana di un unico parroco – le comunità interagiscono fra loro e lavorano fra loro.
Questa scelta vuole rappresentare un passo verso la decentralizzazione della Diocesi, evitando che ogni decisione venga preso a Trento, anche perché il nostro Trentino ha una vastità e diversità di territori e comunità che richiede
più attenzione – non dimentichiamo che ogni zona ha la sua specificità.
L’esperienza delle Assemblee di zona, che si concluderà a breve, ha già dato due segnali molto positivi:

– la partecipazione (le presenze sono state di gran lunga superiori a quella dell’Assemblea diocesana)
– l’immediato scambio di esperienze, che dimostra l’importanza di incontrarsi, di parlarsi e di conoscersi per scoprire che le esperienze degli uni possono rappresentare una risorsa per gli altri.

Quindi dobbiamo guardare alle Zone Pastorali, senza rimpiangere gli ex Decanati, ponendo al centro del nostro essere cristiani credenti questa domanda: la vita di Gesù mi entusiasma?
Questo è il punto di partenza.

Incontro con vescovo Lauro Tisi
Incontro con vescovo Lauro Tisi

Corso di preparazione al matrimonio 2018

A Novembre si terrà il corso di preparazione al matrimonio.
In allegato, a fondo pagina, trovi il programma e come iscriverti.

 

Signore,
ti ringraziamo
d’averci dato l’amore

Ci hai pensato «insieme»
prima del tempo, e fin d’ora
ci hai amati così, l’uno accanto all’altro.
Signore, fa’ che apprendiamo l’arte
di conoscerci profondamente;
donaci il coraggio di comunicarci
le nostre ispirazioni, gli ideali,
i limiti stessi del nostro agire.
(segue sotto)
UNA BELLISSIMA PREGHIERA PER I FIDANZATI
Che le piccole inevitabili asprezze
dell’indole,
i fugaci malintesi, gli imprevisti e le
indisposizioni non compromettano mai ciò
che ci unisce, ma incontrino, invece, una
cortese e generosa volontà di comprenderci.
Dona, Signore, a ciascuno di noi gioiosa
fantasia per creare ogni giorno nuove
espressioni di rispetto e di premurosa
tenerezza affinché il nostro amore brilli
come una piccola scintilla del tuo immenso
amore.
Ti preghiamo, Signore:
rendici degni l’uno dell’altro, aiuto e modello.
Aiutaci a prepararci al matrimonio, alla sua
grandezza, alle sue responsabilità, con tanta
fede e con la preghiera, così che fin d’ora le
nostre anime posseggano i nostri corpi e
regnino nell’amore.
Amen.

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Scarica qui sotto il volantino con il programma da compilare per partecipare.

Festa degli anniversari di Matrimonio

FESTA DEGLI ANNIVERSARI DI MATRIMONIO

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UNITA’ PASTORALE DEL VANOI

DOMENICA 18 Novembre 2018
Santa Messa nella chiesa parrocchiale di Canal San Bovo alle ore 10.30

Seguirà un momento conviviale e, per chi lo desidera, il pranzo.
Iscrizioni entro venerdì 16 novembre in orario d’ufficio a Canal San Bovo lunedì e venerdì 8.30 – 12.00

 

 

Orari celebrazioni festività di Tutti i Santi

Orari Sante Messe festività di Tutti i Santi 2018

ATTENZIONE: In tutte le parrocchie, le Sante Messe verranno celebrate in Chiesa anziché nei cimiteri. 

UNITA’ PASTORALE DI SOPRAPIEVE

Giovedì 1 novembre – Tutti i Santi

Fiera: ore 10.30 (Arcipretale) – ore 13.30 cimitero di Pieve (spostata in chiesa)

Monastero Clarisse Cappuccine: ore 11.00

Siror: ore 13.30 al cimitero (spostata in chiesa)

Transacqua: ore 14.00 al cimitero (spostata in chiesa)

Tonadico: ore 15.00 al cimitero (spostata in chiesa)

San Martino di C.: ore 10.00 in chiesa – ore 14.00 al cimitero (spostata in chiesa)

Sagron: ore 9.45 preghiera in cimitero con benedizione del monumento ai caduti

Mis: ore 10.30: Santa Messa in chiesa e preghiera al cimitero

Venerdì 2 novembre – commemorazione dei defunti

Siror: ore 9.00 con benedizione del monumento ai caduti

Casa di Riposo di Transacqua: ore 16.15

Tonadico – Transacqua – Sagron  – San Martino – Monastero Clarisse Cappuccine:  ore 18.00

Fiera: ore 20.00

Confessioni: 

Mercoledì 31 ottobre:

Fiera 15.00 – 18.00: (don Giuseppe, don Silvio, Salesiani)

Transacqua: 14.30 – 15.30: (Salesiani)

Tonadico: 15.30 – 16.30: (Salesiani)

Siror: 16.30 – 17.30 (don Carlo)

San Martino di C.: 16.00 – 18.00 (don Bepi – don Gianpietro)

 

ATTENZIONE: In tutte le parrocchie, le Sante Messe verranno celebrate in Chiesa anziché nei cimiteri. 

 

UNITA’ PASTORALE SANTI PIETRO E PAOLO E SAN GIORGIO

Giovedì 1 novembre – Tutti i Santi

Ore 10.30: cimitero di Imèr (spostata in chiesa)

Ore 14.30: cimitero di Mezzano (spostata in chiesa)

Venerdì 2 novembre – commemorazione dei defunti

Imèr e Mezzano: ore 18.00

Confessioni:

Lunedì 29 ottobre:

17.00 – 18.00 e 18.30 19.30 chiesa di Imèr (don Nicola)

Mercoledì 31 ottobre:

8.30 – 10.00 e 16.30 – 18.30 chiesa di Mezzano (Salesiano)

 

ATTENZIONE: In tutte le parrocchie, le Sante Messe verranno celebrate in Chiesa anziché nei cimiteri. 

 

UNITA’ PASTORALE DEL VANOI

Giovedì 1 novembre – Tutti i Santi

Zortea: cimitero ore 9.00 (spostata in chiesa)

Prade e Caoria: cimiteri ore 10.30 (spostata in chiesa)

Ronco, Canal San Bovo e Gobbera: cimiteri ore 14.30 (spostata in chiesa)

Venerdì 2 novembre – commemorazione dei defunti

Zortea: ore 20.00 in chiesa

Confessioni:

Lunedì 29 ottobre:

18.30 – 19.30 in chiesa a Ronco (Salesiano)

Mercoledì 31 ottobre:

9.00 – 10.00 in chiesa a Zortea (don Nicola)

14.30 – 15.30 in chiesa a Caoria (don Nicola)

Inizio anno catechistico 2018/19

Domenica 21 Ottobre 2018 le famiglie si ritrovano per festeggiare l’inizio anno della catechesi.
Le parrocchie di Imèr e Mezzano si trovano nella chiesa di Imèr:

L'immagine può contenere: testo

 

L’unità Pastorale di Soprapieve lo fa partecipando alla Santa Messa in Arcipretale e poi ci troviamo all’oratorio.
Siete tutti invitati a mangiare un bel piatto di pastasciutta 🍝🍝🍝 e castagne 🌰🌰🌰!

Enciclica Laudato sì

Indice dei nostri incontri sul tema.

«Laudato si’ mi signore per sora nostra madre terra», cantava Francesco. Terra, «casa comune», ricorda papa Bergoglio, che «è anche come una sorella con la quale condividiamo l’esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia». In tutto 192 pagine, sei capitoli, 246 paragrafi e due preghiere per chiedere, con la sua seconda enciclica, «che  tipo di mondo vogliamo trasmettere a coloro che verranno dopo di noi, ai bambini che stanno crescendo».

Papa Francesco non parte da zero. Riprende le parole dei suoi predecessori e il grido di allarme che da tempo mette in guardia dallo sfruttamento inconsiderato delle risorse, da una politica miope che guarda al successo immediato senza prospettive a lungo termine, dall’egoismo delle società consumistiche che stentano a cambiare i propri stili di vita. Ricorda che la cura del creato è impegno di tutti, credenti e non credenti. E rilancia anche l’impegno ecumenico citando ampiamente, sul tema ambientale, il patriarca Bartolomeo.  

Dopo un ampio sguardo d’insieme e l’appello a «rinnovare il dialogo sul modo in cui stiamo costruendo il futuro del pianeta», papa Francesco analizza, nel primo capitolo Quello che sta accadendo alla nostra casaLo fa servendosi delle più recenti acquisizioni scientifiche in materia ambientale e affrontando temi concreti.

Leggi “Enciclica Laudato sì”

Immigrazione e accoglienza

Il terzo appuntamento sull’enciclica Laudato si è parlato di “Immigrazione e accoglienza”.
Si è tenuto il 28 Settembre ore 20.30 presso l’oratorio di Pieve.

Risultati immagini per antonio calò professore di filosofia

Antonio Calo’ docente di filosofia e storia è stato ospite dell’incontro sull’Enciclica Laudato si dello
scorso 28 settembre. La sua esperienza parte dall’indignazione di fronte alle troppe morti nel
Mediterraneo. Come può un cristiano, un credente, ma in generale un essere umano rimanere
indifferente di fronte alla tragica fine di uomini, donne e bambini alla ricerca di un minimo di
dignità umana?
Antonio Calò ha deciso che poteva e doveva fare qualcosa! Eppure quando parla di accoglienza, ha
un approccio analitico, quasi matematico.
Si commuove ed emoziona, ma non risparmia le critiche a chi le merita. Racconta della storia
dell’Africa, martoriata dai cambiamenti climatici, dal deserto che avanza, dalle guerre intestine,
colonizzata dagli Europei un tempo e ora dai Cinesi (che rivendicano il loro diritto a crescere e che
per inciso hanno in mano gran parte del debito pubblico degli Stati Uniti….),.
Ripete una volta, due volte, tre volte “Ci vuole metodo per costruire un sistema di accoglienza”.
Non si può improvvisare o reagire d’istinto. Ovviamente se si vuole trovare una soluzione…
Quello che il Prof.Calò racconta è un modello al quale ha dato un nome matematico: 6+6×6.
Il suo scopo è dimostrare che un’altra accoglienza è possibile. Che un’alternativa ai grossi centri
disumanizzanti, alle cooperative improvvisate, allo spreco di denaro pubblico esiste e che lui l’ha
messa in pratica.
Il Prof. Calò e la sua famiglia con un atto di coraggio enorme, con la consapevolezza che la loro
situazione, il loro contesto famigliare ed economico lo permettevano, hanno aperto il cuore e la loro
casa ai profughi.
Dal 2015 Antonio Silvio Calò e la sua famiglia ospitano 6 Richiedenti Protezione Internazionale. A
casa propria appunto.
Quest’esperienza così particolare, profonda e diretta, lo ha spinto a formulare un modello di
accoglienza diffusa che ora – anzi, soprattutto ora che è stato insignito anche del titolo di Cittadino
Europeo dell’Anno 2018 – sta cercando di diffondere e promuovere.
Un’accoglienza che prevede 6 Richiedenti Asilo per ogni Comune di 5.000 abitanti, che propone la
valorizzazione di professionalità locali impiegate nell’accoglienza (operatori, insegnanti di italiano,
psicologi, legali…), un reinvestimento in loco delle risorse ed un coinvolgimento diretto
dell’Amministrazione pubblica.
E’ un sistema che accoglie chi vuol essere accolto, chi si impegna a rispettare le regole, a
reinvestirsi nella Comunità. Un sistema che non lascia spazio al buonismo, perchè c’è troppo da
fare, da lavorare, da organizzare e non rimane tempo per “sgarrare”!
Della sua esperienza, delle sue riflessioni come storico, come cittadino e come cattolico ci ha
parlato il Prof. Calò. Ha raccontato di come, dopo due anni nei quali i suoi figli hanno frequentato
corsi di italiano obbligatori e corsi professionalizzanti, si sono affacciati al mondo del lavoro.
Se ci sono italiani che chiedono un posto, privilegiate loro…. Ha insistito con i datori di lavoro.
Ma nessun veneto o italiano era interessato a lavare piatti e coltivare radicchio ed ora i ragazzi sono
assunti a tempo indeterminato…
Ci ha donato degli spunti, dei dubbi, qualche conferma (per una volta è rassicurante rendersi conto
che tante cose, qui, funzionano già come si vorrebbe!), qualche momento di commozione, delle
schede molto tecniche e soprattutto una riflessione, alla fine di questi tre incontri, che ci riporta
ancora alle parole di Papa Francesco: “[…]Oggi non possiamo fare a meno di riconoscere che un
vero approccio ecologico diventa sempre più un approccio sociale, che deve integrare la giustizia
nelle discussioni sull’ambiente, per ascoltare tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri”
(49 -Laudato sì).

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La cura della casa comune

Lunedi 10 settembre ha avuto luogo l’incontro introduttivo al percorso sull’enciclica Laudato si, organizzato dal Comitato di Siror.

L’incontro gestito in modo dinamico ed efficace da Antonella Valer, ha dato modo a Cesare Lasen di illustrare in modo sintentico ma significativo i contenuti dell’enciclica, ai presenti di condividere preoccupazioni e proposte e ad Antonella di presentare come buona pratica i Bilanci di Giustizia e la Fiera Fà la Cosa Giusta.

Qui di seguito è possibile scaricare la sintesi del prof. Lasen.

2018-09-10 Primiero su Laudato Si’ INTERVENTO LASEN- VALER

  

Proteggere il creato per difendere l’uomo

LAUDATO SI’: PROTEGGERE IL CREATO PER DIFENDERE L’UOMO
Pdf  ConferenzaClima

Nel corso dell’incontro del 17 settembre Roberto Barbiero dell’Osservatorio Trentino per il clima, ha affrontato il delicato tema dei cambiamenti climatici e della necessità di un’azione rapida e incisiva a livello internazionale per affrontare le cause antropiche del riscaldamento globale e affrontare gli impatti che si stanno osservando.

Dopo un’analisi dei principali effetti naturali che mostrano il riscaldamento in corso, come la fusione dei ghiacciai artici e antartici e l’innalzamento del livello dei mari, si è soffermato infatti sulle attività umane che contribuiscono al riscaldamento globale e su come la comunità internazionale sta reagendo.

Il 2015 è stato un anno di straordinaria importanza per l’impegno mondiale nell’affrontare il problema dei cambiamenti climatici. Innanzitutto la comunità internazionale, riunita a Parigi durante l’annuale Conferenza ONU sul clima (COP21), è riuscita finalmente a raggiungere uno storico Accordo sul Clima.

Pochi mesi prima dell’approvazione dell’Accordo tuttavia un altro importante documento è stato reso noto all’opinione pubblica: l’enciclica “Laudato sì” di Papa Francesco. Un documento di grande peso che a partire da una rigorosa fotografia del degrado della terra, dell’acqua e dell’aria ne analizza le cause, a cominciare dallo strapotere della finanza e dalla debolezza della politica.

Se l’Accordo di Parigi rappresenta un capolavoro della diplomazia mondiale ed esprime obiettivi ritenuti già in partenza non sufficienti per arrestare la corsa del riscaldamento globale, l’analisi di Papa Francesco si spinge coraggiosamente verso l’individuazione e una critica delle cause.

«I cambiamenti climatici sono un problema globale con gravi implicazioni ambientali, sociali, economiche, distributive e politiche, e costituiscono una delle principali sfide attuali per l’umanità», scrive Papa Francesco.

Se «il clima è un bene comune, di tutti e per tutti», l’impatto più pesante della sua alterazione ricade sui più poveri, ma molti «che detengono più risorse e potere economico o politico sembrano concentrarsi soprattutto nel mascherare i problemi o nasconderne i sintomi».

Il Papa denuncia «la mancanza di reazioni di fronte a questi drammi dei nostri fratelli e sorelle» come «segno della perdita di quel senso di responsabilità per i nostri simili su cui si fonda ogni società civile».

Nel suo accorato appello, rivolto a credenti e non credenti nella cura del creato, Papa Francesco individua così dei rimedi e traccia una strada che prevede la necessità di modificare il proprio stile di vita e di consumi e si rivolge in particolare ad un richiamo alla politica nell’assumersi la responsabilità di azioni più incisive nel ridurre le emissioni dei gas serra responsabili del riscaldamento globale e di azioni di aiuto alle popolazioni più vulnerabili. L’Accordo di Parigi ha rappresentato una prima e importante risposta anche all’appello del Papa ma gli impegni assunti sono ancora troppo poco per evitare conseguenze devastanti per la vita sulla Terra.

Manuela Gualdi, di Trentino Solidale, ha presentato gli appuntamenti del mese dell’economia solidale e la Fiera Fa la cosa giusta che avrà luogo a Trento il 26-27-28 ottobre prossimi (Per chi fosse interessato intendiamo organizzare un pullman. Per adesioni contattare Elisa al 347 3148613 o a mezzo mail e.faoro@libero.it)

Che fare quindi per provare a cambiare rotta?

Lina Pradel del Gruppo di aquisto solidale di Primiero e Michele Bancher dell’Azienda Agricola L’Impronta,  hanno portato la loro esperienza e testimonianze di consumatori e produttori che hanno fatto scelte rispettose della terra, del lavoro e del clima.

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